Posted by btè089wixrj34on on 23/7/2008, 13:45:26, in reply to "Milano HC"
79.11.142.233
Anch’io, quando avevo vent'anni, sbavavo per una ristampa degli Impact o per un nastro totalmente inascoltabile di un live dell'epoca. Che cosa mi piaceva di quegli anni che non ho vissuto? Boh! Forse la convinzione, la voglia di essere radicali. Forse l’entusiasmo della novità. O forse solo le pettinature dei gruppi… Comunque sia, pochi ancora parlano di qualcosa di moooolto meno fico e mitologico: la scena punk/h.c. a metà anni '90 nella nostra stupida città, Milano. Niente creste, niente borchie: solo sbattimento e rovina.
All’epoca c’era il New Zabriskie Point, il Negozio dei dischi punk (sì, allora esistevano i negozi di dischi punk) con il suo leggendario gestore, Stiv Valli (“Stiv apri, porcoxxx!” era il grido d’invocazione dei tanti pellegrini che, giunti alla meta e trovandosi la saracinesca abbassata alle quattro del pomeriggio, si rivolgevano alla preghiera per trovare conforto); c’era il Laboratorio Anarchico di via DeAmicis dove passavano un po’ tutti, dai punkabbestia ubriachi ai bambini fashion-punk come Francesco Facchinetti (lui, il futuro DJ Francesco), che all’epoca era pischello e noi lo chiamavamo il figlio dei Pooh. Anche lui era salito sul carrozzone ed anche lui suonò al Laboratorio con il suo gruppo punk (di merda). Aldilà di tutto questo, era una cosa a caratterizzare davvero la Milano h.c. di 15 anni fa: un entusiasmo indescrivibile. C'era fermento, la voglia di fare, di sbattersi, di esserci...
Qualcosa in meno rispetto ad oggi c’era di sicuro: non c’era internet, non c’erano gli mp3, non c’erano i masterizzatori, non c’erano gli i-pod, non c’erano i telefonini, non c’era Myspace, non c’era Youtube, non c’erano le web-zine, non c’era la tv satellitare e non c’era nemmeno Mtv.… c’erano i walkman a cassette, le cabine del telefono a monete, Videomusic (chi se la ricorda?) e Red Ronnie, vecchio punk-rocker naturista, era il VJ più amato. Basta. Vedendola da un certo punto di vista, quelli erano anni in cui stampare un disco aveva ancora senso, perché la musica non era così facilmente riproducibile come oggi. O compravi il cd oppure te lo duplicavi su una cassetta. E ciò significava: a) qualità di molto inferiore all’originale b) una fruizione della musica completamente diversa. Oggi si ascolta una valanga di musica, in cd e in mp3, in streaming attraverso le pagine di myspace, le web-radio… un ascolto veloce, si può saltare di brano in brano, ascoltarne pochi secondi poi passare avanti… con le cassette ti dovevi ascoltare tutto il disco, canzone per canzone, una dietro l’altra, e alla fine le imparavi a memoria: sicuramente la musica si ascoltava con più attenzione e, forse, la si apprezzava di più.
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